Modica e le sue meraviglie - Tipico Barocco
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Modica e le sue meraviglie

La Città

Modica, un gioiello da godere con tutti e cinque i sensi

Un gioiello di arte, festoni e volute sapienti incastonato su un tappeto di colline, canyon e antichi fiumi dimenticati. Ha un sapore epico ed eterno Modica, città natale del cioccolato “Tipicobarocco”. Abitata fin dal neolitico, fino al XIX secolo è stata capitale di una Contea che ha esercitato una vasta influenza politica, economica e culturale, tanto da essere rinomata come uno dei più potenti e floridi feudi del Mezzogiorno. E questo nonostante il suo nome Modica derivi dal siculo Mùrika, che significa roccia nuda, non coltivabile, chiamata dai fenici Mutyka e in seguito dai greci Μότουκα.

Lo sviluppo della città

La città si sviluppa su un esteso altopiano rigato da profondi canyon meglio noti come “cave”: ferite nella roccia che invece di segnare l’asprezza di un territorio, vi conferiscono fascino e mistero. Modica sorge sulla confluenza di due fiumi ormai asciutti – Pozzo dei Pruni e Janni Mauro – che un tempo dividevano l’altopiano in quattro colline: Pizzo a nord, Idria ad ovest, Giganta ad est e Monserrato a sud. I due fiumi si univano a formare il Modicano, il cui letto nei primi del Novecento è stato coperto e ha accolto il Corso Umberto I, ossia quello che oggi è l’asse principale della città. Per secoli Modica accolse un suggestivo paesaggio di mulini che animavano economicamente il territorio e che insieme ai tanti ponti conferivano un aspetto suggestivo al punto che nell’Enciclopedia Treccani (nel 1934) Modica veniva definita “la città più singolare d’Italia dopo Venezia”. E di certo non ha perso la bellezza paesaggistica che sogna le altezze guardando ai vicini Monti Iblei, si veste di asperità grazie alle rocce delle cave di calcarenite e si addolcisce nel centro urbano memore dei fiumi che ne hanno segnato la crescita longitudinale, dimostrazione di una placida alleanza tra natura e opera dell’uomo.

Il centro storico

Il suo centro storico, ricostruito sapientemente dopo il terremoto del 1693, è senza dubbio uno degli esempi più significativi di architettura tardo barocca e per questo nel 2002, insieme ad altri centri della Val di Noto, è stata inscritta tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Modica è un gioiello profumato al sapore di cioccolato, dove sculture fastose sono scenario e sipario per l’arte culinaria che unisce, in un solo colpo, la più raffinata cultura pasticcera siciliana alla sapienza degli aztechi. Una sorta di luogo magico dove tempo e spazio si fondono e fanno pace eliminando le distanze in favore del gusto per la bellezza che qui si può sorbire con tutti e cinque i sensi.